Nel 2011, durante i miei studi di reportage, ci è stato assegnato il compito di immortalare un evento legato alla Pasqua. In Italia, la religione cattolica porta con sé anche tanto folklore e momenti molto sentiti, che le comunità locali preparano con estrema devozione. E così è anche a Civitavecchia, dove si ripete da oltre 1000 anni la Processione del Cristo Morto, che cade ogni anno durante il Venerdì Santo.

La processione ha inizio all’imbrunire, e si svolge lungo le vie di Civitavecchia a lume di torce e antichi lampioni. Il corteo rappresenta la Passione e la Morte di Gesù.

Il punto focale è costituito dai penitenti. Uomini e donne incappucciati con pesanti catene legate ai piedi nudi e alcuni di loro portano sulle spalle una croce in legno. Tale tradizione si tramanda in alcuni casi di padre in figlio e vede la partecipazione di intere famiglie che sotto il cappuccio mantengono l’anonimato.

Il corteo continua con il passaggio della statua, di antica fattura, del Cristo Morto, trasportata, su un carro addobbato ed illuminato, dai Confratelli del Gonfalone in saio bianco e con il volto coperto.

L’effetto più grande e immediato è il RUMORE di queste pesanti catene sull’asfalto, che nel silenzio e nella solennità del momento, rendono l’atmosfera molto suggestiva.

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